Il Friuli non trema: memoria, resilienza e l’eredità di Zanardi
C’è qualcosa di profondamente simbolico in quello che è accaduto oggi allo Stadio Friuli (mi scuserete ma per me rimane questo il suo nome). La partita tra Udinese e Torino è passata quasi in secondo piano, perché a parlare erano le splendide maglie bianconere: “Il Friuli ringrazia e non dimentica”. Una frase semplice, ma densa di memoria. Non è solo un omaggio. È un modo di stare al mondo. Il richiamo è inevitabile al Terremoto del Friuli del 1976, una ferita profonda che ha segnato la storia di un’intera regione — e che quest’anno, nel suo cinquantesimo anniversario, torna a farsi memoria viva. Nella tradizione popolare si dice che si sia risvegliato l’Orcolat, la creaturaleggendaria che rappresenta la furia del terremoto , già evocata nei racconti di chi quella notte l’ha vissuta davvero. Ma il Friuli non è rimasto prigioniero di quel dolore. Lo ha attraversato, lo ha trasformato. Lo racconta un motto che non è solo una frase, ma una dichiarazione di identità: “Il Friuli t...